Quando ho sentito mia nuora sussurrare a sua madre: “Pensa ancora che questa casa sia sua”, non li ho affrontati, non ho pianto né mi sono spiegato. Ho invece chiamato tranquillamente il mio avvocato e, giovedì, l’atto è stato depositato in un posto che non potevano più toccare.
Mercoledì mattina sapevo che la casa non era più solo una casa. Era diventato un premio. Ero nella lavanderia e…